sgomita la notte
e urta i sogni
e da ogni dolore
scaturisce un viso
e se piove
l’allarga
in un acquazzone
non so se sei tu
non dici il tuo nome
il lampo corre dal cielo
gengive di monti
suscita negli occhi
uno spasmo d’avidità
nel mento un’incongruenza
di magma
a un metro da me
non dici il tuo nome,
non so se sei tu
e io non chiedo
la tua lingua
nella mia bocca
è una fibbia
e pur nell’insufficienza di sé
intacca il troppo stretto
nella piccolezza di tutto.