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Il ragazzo cel camioncino della bofrost
aspetta, un sorriso di denti grossi
nel vetro spesso del furgone;
il villoso braccio fuori
dal finestrino, con torbida ostinazione.

Anche tu aspetti, occhiali altrettanto
spessi, gomiti affondati nell’apocalisse
di sole della tovaglia coi limoni;

che cos’è che sostieni? con una mano
sul mento le cateratte del tempo,
nell’altra il momento, di un cartoccio
di latte lo sgretolarsi obliquo.

E mentre parliamo del conto
e della prossima miniserie alla tv
mi accorgo delle cose che non sono (e che saranno)
e di come la vita, anche oggi nascosta,
sia il corredo comune
da portare in dote alla vita.

Sul pavimento poggia la spesa, come
sospesa
alla dogana della morte.

Restano solo cinque foglie sul pero
(in cortile)
felicità è rimanere un po’ più a lungo.

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