quanto sei capace
lontananza,
quanto estesa sei
sulla pelle
e nella portata
della fantasia
come sei te stessa
nel tuo seno,
come diversa
e senza freno
al tocco di una mano.
Insegnami
come ti si abita
lontananza
se ti sporgi,
una nuova età
specchia l’angelo
sulla piscina di Betzaeta
e non m’appartiene;
il silenzio è il tuo vertice:
la lontananza di una stagione
silente solo alla superficie
(per me una breve aderenza
d’acqua fra parola e respiro)
tu smuovila con le dita
e da questa sofferenza
mi puoi salvare.