Fa che sia nostro il tempo
delle cose e delle persone
e non misura di lancette
Fa attenzione che si stringa
e non che si allarghi
dal prima al dopo
Fanne un mare di distanze
in un orizzonte di comprensione
Consideralo la sabbia della clessidra
e non le due parti tra cui essa corre
Fa che sia abbraccio e cappio
che abbia l’anima per nodo scorsoio.
Poi guardami, nelle tue notti,
come non hai saputo vedermi di giorno,
tenendo vicini sia il dove che il quando
Con la tua stai a guardia
della mia anima,
nel nostro tempo
che è un corpo nudo
che dorme e che ha freddo e soffre,
un corpo nudo che si vergogna
che si agita e sogna,
digrignando i denti
Avvolgilo con le nostre due anime
come fra due lenzuola
come fa il mallo col gheriglio
Solo così il tempo sarà nostro
come del golfo è il mare
come è la sabbia della clessidra
Non ho potuto toccarti oggi
come allora, e lo so:
non ci ritroveremo
dove è ancora amore
Ma avvolti in esse i nostri cuori
saranno indistinguibili
su ogni centimetro della nostra pelle;
saranno protetti
e non si consumeranno…
come il frutto compiuto
che è caduto e non si mangia
come il golfo all’orizzonte
nel mare, che ancora si smerla
– granello per granello – e trema
anche fin dove non è più né golfo né mare.