Cerco una città che lenta muore
che lenta torni a balze e calanchi;
e il vento, e la forma dell’acqua,
e chi sa la miseria d’ogni cuore;
cerco una bocca che un bacio annodi
che conservi i silenzi e se ne colmi,
che porti con sé una tasca
di quali parole ha taciuto,
che sia una stanza di nomi
senza custodi;
e se non sei tu
che l’hai promessa
la cercherò afferrando lo strazio
di mani della notte,
con una lunga fedeltà di veglia;
la cercherò oltre il buio
su cui luccicano le spade
della vera battaglia,
traendola dalla vagina
dei sogni più lontani
sfuggendo lungo la muraglia
con la trappola di me, di te
e del domani.