Ho amato, ancora amo di te l’impronta
il dio che non cambia
la sindone muta.
Ho smesso di amare il gesto
il vigore provvisorio
la vita che muta.
Ho amato, amo ancora di te
il silenzio
la vita che è muta.
Ho amato.
E ancora di noi non smetto di amare
l’immagine coatta dal tempo
lo scuto scheggiato e tagliente del rettile
dopo la muta.