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Affiorano dromedarie fra le dune
le colline sfinendo in un’inedia
di sabbia e luce l’amenorrea del sole;
diverge irrimediabile
l’endiadi dell’esistere:
una mole si allunga a ponente
in stigli d’ombra e sera,
l’altra cede.

La vertigine della spaccatura
traccia il discrimine;
corrobora il tempo l’immagine
di ciò che il tempo
ha fatto punto d’imperfezione.

Mentre l’amore celebra l’agóne
di un quotidiano congedo
l’aedo frena,
il dubbio è una voragine d’attesa
di ciò che è andato
e che è rimasto.

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