Si fa notte e torna
l’ora in cui l’ansia slabbra
le anse della sura del silenzio.
Anche oggi abbiamo scherzato
e riso, abbiamo parlato a voce alta,
ancora ti ho baciata sulle labbra;
non con il tocco dell’angelo
che precede all’accaduto,
ma nella memoria, confidentemente,
come è stato il nostro vizio.
Eri una cosa convessa,
riuscivi a ferirmi
col rovescio di te stessa,
quell’acqua placida e generosa
che si regala al secchio alla catena.
Potevo attingere a te
ma non ti ho decisa mai;
un avverbio senza tempo
mi avvolse l’anima.