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Oggi hai chiesto, distratta, dell’elica
del DNA. A me hai ricordato un vecchio
libro che parla mari di pervinca
ed eternità: canta le età di Gaia
e vince il ricordo di un’altra vita.
Chissà se d’altri mondi tu conosci
il fine o del tutto, ché non fa specie
a noi umani fingere d’arabeschi
l’eterna universale orrenda facie.

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