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E pure vagheggiavo, lontanando
un lucciolare d’onde d’oltremare,
l’argentino ridente tuo occhieggiare
il triste mio viso e dormiente, quando

i cuori scalpitavano tremando
in piovigginose sere e rare
e miravo le stelle ottenebrare
tra nere trecce, per il ciel profondo.

Ora vedo un deluso sorriso
e le stupide gare delle ore
e mi prometto da te indiviso

per infinite pallide albe e chiare
finché il tempo in eterno sarà liso
e di noi resterà l’amaro amare.

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