Muterà in simbolo
tutto ciò che passa.
Andrà così
e non faremo caso
al buio
alle rughe
sul tuo viso.
Scorreremo in
spirali, in fruscii
di pelle e silenzi
come di uomini
murati, immortali
in carta di riso.
Oltrepasseremo i non ritorno;
ogni cosa si farà cimitero
ammutolito,
ogni strada crocifisso
slogato.
L’esodo sarà compiuto
in un continuo allontanamento,
con uno staccarsi viso
a viso, dalla montagna
al sasso.
Di te mi ricorderò
senza pudore,
come dell’ultima luna:
in un passo rubato…
il brillio di un orecchino
(improvviso)
i capelli nudi
e sfibrati
della notte.