Confina il portico
di San Luca
Porta Saragozza;
si fa sera,
la lunaria s’ammutina
in silique d’inquietudine.
Manca qualcosa,
inseguo la solitudine;
una malinconia risorge
e buca alle prime effimere.
Col pensiero traccio
un cerchio per catturarle.
Qualcuna è mia (è l’aurora)
ma la maggior parte
rimane fuori.
Apro la mano,
sull’erba un po’ di ghiaccio:
(2 febbraio)
il giorno della candelora.
Manca qualcosa
(il viaggio è un brivido)
ma dentro di me
l’amore è un totem
dagli occhi di fuoco
il sogno una farfalla
che nella memoria
ti accosto,
e ti vola vicino.
Riflessi, ricordi
ombre, sussurri
epifanie, fugaci
come bisce;
per scolte le tibie fredde
del vento e dappertutto
una luce, una pace
che sola nella pace si tradisce.
Raggiungo il colle della guardia,
al limite tutto tace
e poi… più niente.
Chi siamo stati?
immagini dal cielo
specchiate
sulla superficie
della terra
(è con mani d’acqua che cerco di prenderti)