non so cosa c’è in te
altro dall’apparenza
su un velo di trucco
che a te svela
a me, nella sera dei santi,
nasconde il mondo
non so cosa c’è in me
altro dall’appartenenza
al fondo di una notte
che la statua
nella nicchia cela
che l’albero
nel buio affoga,
di diverso dall’essenza
dell’ultima foglia
che ancora non muore
e nella luce si dibatte
non so cosa resta in me
di te e delle cose fatte
di ciò che dal buio afferro
per ultimo in un bagliore
– e noi così distanti
e le tue risate matte
e le ali d’angelo
di cotone –
se non questo ramo
che è il limite
che tenta di nuovo
e ancora
l’insensatezza del fiore.