Non aver paura
di cavalcare le onde
e se la torre è cieca;
se hai perso il sonno
e i polsi, e col gladio
rugge il leone d’argento
nella sera.
Non temere
se si strugge,
se nei campi la capra
si querela, se fra i lampi
un azimuth non basta
alla tua vela.
Confida che ogni mare
sia un posto in cui ritrovarsi,
che siano stelle le persone
e il tempo un’invenzione,
un riflesso al limitare
della ghiera delle nubi;
una fantasticheria nell’aria tersa.
Ti aspetterò sulla via di casa
in mezzo al vento,
ti cercherò là
fin dove ti sei persa.