Ecco riecheggiare l’eco del mare
un giorno acceso, piovorno di sale.
Hai visto un bimbo bamboleggiare;
dolce, da amare, defficile, frale.
Fauno figlio di addormentate aurore
ho carezzato il tuo corpo d’opale;
ti ho raccontato del mare, del male;
è un lieve di ciglia libellulare.
Così belle le tue chiome e la pelle
d’oliva, allegri alberi chiusi;
è un volteggiare di suoni, di stelle,
di noi, così poco alla vita adusi;
canzoni, emozioni d’anime belle
che presto avranno duri occhi socchiusi.