in un alveare di cielo,
al confine infranto
del blu, hai immaginato stelle
che pungono come api;
io non so se ci sia un fine
alla perdita, o se piuttosto la fine
sia dove sciamano e
sfarfallano i ricordi
là dove arrivano le tue dita d’albero.
Categoria: Poesie
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una casa è in bilico da sempre
sotto un cielo chiaro
notturno, e resiste;
le stelle vi tralucono minacciose
se la guardano i gufi,
se vicini e severi;
ma se lontani
quelle stesse stelle
le osservi tu
fra i rami
quiete e sognanti;
come fra verdi trame,
nell’erba,
abbracciati,
le vagheggi in desiderati berberi
occhi di amanti.
11
Consumata da una lenta sognata
sera, ti ha aspettata tua sorella
che ti cullava, un tempo, ancor non nata.
Ora ti guarda, tra la serenella
e ti accenna una parola, sai: quella
che nel fondo è sepolta, nel cuore; qui…
A tarda notte, al varco, hai aspettato
un alito di vento: ma non resta
vita per chi se ne va; aveva fretta
il mattino di accompagnarti desta
al tuo creatore, alla madre mesta,
che ti stringeva la mano, sul cuore; qui…
10
Licantropia notturna
mistero delle cose
argentea e taciturna
come elee nubi, ròse.
Inamene, pensose,
liliali, angeliche;
s’immillano di rose.
9
Piccola e raccolta osservi fra fiori
di lillà il palpitare del mare
sulla battima. Intenta imporpori
le guance di coralli e luce e pare
che s’impigli mica al crine e t’indori
un angelo le nari di un’ilare
raggio e caldo di levantini albori:
così passi liete giornate chiare.
Io d’acqua e d’azzurrite mi dipingo
le dita affusolate e sulla tela
d’altre dimensioni immagini fingo,
e tra schizzi di colori si vela
di dolori immenso increato aringo
che abbuia la tua luce e dice: “c’era…”