Per solitari sentieri e diversi
ed accese desolate distese,
parole ho vissuto, fole e versi
d’antiche fate caldi sensi e imprese;
nel sen cortese di natura immersi
trascorsero interminabili attese,
“per me ritornano i tuoi attimi persi”
le sussurrai; lei rise, rise, rise.
Riemergere, sfiorarmi le dita;
sentirti, afferrarti la mano: vano
è il sogno che ora bisbigli, o tradita!
La morte, corre la morte nel piano;
ti scioglie la sorte d’ingenua vita,
tremi… t’acquieta… io ti veglio lontano.