232 (A Mara)

Alla festa di paese bambini ballano e vecchi guardano lontano,
gli avventori passano; scambi due parole davanti a un caffè.

Ti ho vista.

“Più tardi cammineremo all’aria aperta” — hai detto —
“tenendoci per mano,

come foglie cadute dagli alberi
quando settembre porta luglio via da sé”.

“Nella memoria c’è un ritmo, lo senti?”
dici —
(la 126 di zia Deda che tossisce piano)

“ogni cosa sbrilluccica
se le si sorride…
è un samba tutto quel che è!”

“Stringi forte” — sussurro —
“tutto muore senza far rumore”.

Ma tu sorridi:

“non aver paura.
Il mondo cambia:
nascere e morire
sono solo due modi dell’amore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *